Coach, consulente o formatore?


Quando serve un consulente, un Coach oppure un formatore? Per avere un buon risultato è importante fare una buona scelta e non sempre è facile scegliere sul mercato.

Proviamo a fare chiarezza: il Coach professionista è un consulente, ma non un consulente qualunque. Di solito, i clienti si rivolgono a un consulente quando cercano un esperto, una persona competente per risolvere un problema tecnico collegato alle competenze del consulente. Ci si rivolge a un consulente quando si ha un problema ben definito.

A volte – soprattutto in Italia – i clienti non sanno stare al loro posto. Pagano un consulente ma poi vogliono “dire la loro”, “mettere bocca” sul lavoro dell’esperto. Non avendo le competenze del consulente  accade che il risultato finale sia molto distante dalle aspettative di entrambi.

Nella consulenza il consulente ha sempre ragione e il cliente paga per avere soluzioni.

Il consulente stabilisce le regole e il cliente “profano” non può fare altro che fidarsi. Lui sa sempre (o quasi) “cosa fare”. È per questo che si paga un consulente.

Il Coach professionista, al contrario, non risolve i problemi del cliente. Non se ne occupa proprio. Quello che fa, invece, è supportare il cliente nel decidere cosa “essere” ma soprattutto cosa “fare” per cambiare e per andare nella direzione desiderata.

Nel coaching il cliente è artefice e protagonista del proprio cambiamento.

Il Coach, dunque,  non è un consulente. Non dà (mai!) consigli e non ha bisogno di essere  un “esperto” di un settore specifico, com’è invece richiesto al consulente. Anzi,

Il Coach non è nemmeno un formatore. Il formatore, un po’ come il consulente, ha un expertise e l’allievo si rivolge a lui per risolvere carenze tecniche e specifiche.

Nella formazione il cliente apprende e impara dal formatore a “saper fare”.

Il Coach professionista, invece, aiuta la persona a evolvere a “saper essere”. Il Coach non ha mai in mente un programma da seguire prima di iniziare a lavorare sugli obiettivi e sulle potenzialità del suo cliente. Il Coach non ha potere alcuno sulla sulla persona con cui lavora ma è un pari (peer relationship). Si lavora con un coach sempre e solo in modo volontario. Un Coach imposto non è un coach   ma un formatore o un consulente nascosto.

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